


La prima denominazione vitivinicola istituita in Liguria (classe 1972), il Rossese di Dolceacqua DOP, lo scorso 19 luglio è stata protagonista di un evento, il “Dolceacqua in Piazza”, dedicato alla cultura e alla conoscenza di questo importante rosso ligure.
Nata nel 2022, in occasione dei 50 anni dall’istituzione della DOP e giunta alla sua quarta edizione nell’affascinante borgo di Dolceacqua, la manifestazione celebra uno dei più noti vini liguri con banchi di assaggio, street food locale e intrattenimento.
Quest’anno, grande è la soddisfazione per l’ottenimento di un traguardo fondamentale nella storia del Rossese: sono state infatti approvate nel disciplinare di produzione le Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) che, come afferma il Vicepresidente di Regione Liguria, con delega all’Agricoltura, Alessandro Piana, «valorizzano ulteriormente il legame profondo tra il territorio e la sua produzione vitivinicola, offrendo nuove prospettive di riconoscibilità e qualità».
Numerosi i produttori che hanno partecipato, presentando e facendo assaggiare le loro declinazioni di Rossese: Cantina Muragni, Azienda agricola Caldi, Cantina del Rossese Gajaudo, Du Nemu, Foresti Marco, Kà Mancinè, Maixei, Mauro Zino, Poggi dell’Elmo, Ramoino, Rondelli Roberto, Tenuta Ascari, Testalonga.
La presenza di pubblico quest’anno ha superato ogni aspettativa, numerosi sono stati anche i turisti stranieri. Soddisfatto il sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola, che plaude all’organizzazione e alla riuscita dell’evento, curato da Enoteca Regionale della Liguria.
L’evento, patrocinato dal Comune di Dolceacqua, è stato promosso attraverso un progetto sostenuto nell’ambito del Piano Strategico della PAC 2023/2027 – CSR Liguria “Promozione prodotti di qualità”, da ASSAGGIA LA LIGURIA, format divulgativo delle DOP liguri che riunisce Enoteca Regionale della Liguria, il Consorzio di Tutela del Basilico genovese DOP e il Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva DOP della Riviera Ligure.
ASSAGGIA LA LIGURIA ha arricchito la manifestazione con “La Liguria nel Mortaio”, una “pesto experience”dove è stato possibile fare il pesto secondo tradizione. I laboratori si sono susseguiti senza sosta, visto il successo che ha riscosso l’iniziativa: bambini, giovani e meno giovani, italiani ma anche diversi stranieri, si sono cimentati con pestello e mortaio, deliziandosi dei profumi intensi sprigionati dalla salsa famosa in tutto il mondo, a base di basilico e olio.
Eventi come questo sono la prova di come le DOP non si limitano ad essere solo una certificazione in campo agroalimentare, ma sono veri e propri portavoce di un territorio vivo e vivace, che cresce, cambia e si reinventa, senza mai perdere di vista le sue tradizioni.
