
Ad alcuni mesi dalla conclusione di Vinitaly, torniamo a parlarne e lo facciamo con i numeri: durante i giorni della kermesse abbiamo distribuito un questionario che oltre a indicarci alcune informazioni sulla tipologia di pubblico presente alla manifestazione (età, provenienza, professione nel campo del vino…) ci ha fornito un’indicazione circa la percezione e la conoscenza della Liguria e del vino ligure.
Il questionario è parte integrante del progetto di animazione dello spazio Liguria a Vinitaly 2025, nell’ambito del Piano Strategico della PAC 2023/2027 – Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale della Liguria SGR10 Promozione dei Prodotti di qualità.
Ideato per avere un riscontro sulla presenza all’importante manifestazione, il questionario è stato così suddiviso in sezioni concettuali: anagrafica, interessi, conoscenza emozionale della nostra Regione e della viticoltura ligure, preferenze e mercato del vino ligure ed infine indicazioni sui metodi di promozione territoriale ritenuti maggiormente efficaci.
Anagrafica
È emerso che la maggioranza degli intervistati, prevalentemente italiani, è tra i 30 e i 60 anni, inoltre è comunque interessante notare che uno su cinque è un under 30.
Secondo i dati raccolti solo il 3,2% è proveniente dall’estero, mentre la maggior parte dei visitatori, al nostro stand, risulta provenire dal Centro-Nord Italia: Veneto (21%), Liguria ed Emilia-Romagna (entrambe 9,7%), Piemonte e Toscana (entrambe 8,1%) e Lombardia (6,5%).
A livello di professione sono prevalsi nettamente i sommelier, seguiti dai wine lover; numerosi anche i produttori e i ristoratori, mentre una parte meno consistente ma non per questo meno interessante era costituita da gestori di enoteche, importatori/esportatori, rappresentanti, giornalisti e blogger.
Interesse
Dato rilevante evidenziato è che i vini di nicchia (23,2%) e tipici (40,4%) suscitano molto interesse, mentre gli autoctoni sono meno ricercati, nonostante tra le tre tipologie si possa individuare un forte legame. Forse l’esclusività del vino è ricercata nel metodo di produzione anziché nei vitigni coinvolti, vedi i vini biologici (10,1%).
Mettendo in relazione questi risultati con le fasce d’età, si è potuto notare che la ricerca dei vini autoctoni è tendenzialmente nella fascia di età fino ai 45 anni, così come i vini dalla confezione esteticamente d’impatto.
A cercare vini biologici, invece, è stata soprattutto la fascia d’età dei 31-45 e degli over 60.
Conoscenza emozionale
È stato chiesto “Se dico Liguria cosa ti viene in mente?”, e le Cinque Terre e il Pesto sono state le risposte più gettonate, seguite subito dopo da Genova e dal Festival di San Remo.
Diverse risposte riportanti nomi di vini liguri sono state raggruppate nella categoria Vino, dove lo Sciacchetrà viene citato nella metà dei casi.
Altra domanda di questa sezione è stata “Che immagine associ alla viticoltura ligure?” dalle cui risposte sono stati estrapolati dei concetti chiave comuni, per poter uniformare i dati e semplificarne la lettura.
Bisogna a questo punto spendere due parole per spiegare come sono state definite queste categorie: risposte come “La fatica”, “Sono produttore, immagino le vendemmie molto faticose” e “La fatica e i muri a secco” contengono tutte un concetto chiave comune molto specifico. Se non è stato possibile individuarne uno la risposta è stata classificata in “Altro”.
Per esempio “La fatica e i muri a secco” ha contribuito a due campi (Fatica ed eroismo – 9,3%, Terrazzamenti e muretti – 24%), mentre “Vento”, una delle uniche due risposte a riguardare concetti come Aria/Vento, è stata messa in “Altro” (8%).
Questo approccio ha portato ad alcune particolarità, tipo l’esistenza sia del campo “Mare” (12%) che “Vigne sul mare” (6,7%) – dal momento che i due campi identificano due immagini differenti, si è preferito tenerli separati.
Altre due parole vanno dette riguardo al campo “Altro” che è stato usato per contenere le più disparate risposte, come ad esempio “Leggerezza”.
Tra esse ne spicca una particolarmente ispirata:
“Associo a degli aghi di pino, aromatici pungenti come può essere il mare d’inverno e puri come l’aria che respirano”
(fun fact: una delle sottozone del Rossese si chiama proprio Pini, infatti in questa edizione del Vinitaly erano presenti 3 etichette ad essa dedicate.)
Conoscenza della viticoltura
Risultano conosciuti i vitigni, in primis il Vermentino, seguito da Pigato e Rossese, Bianchetta Genovese e Albarola, mentre è stata deludente la conoscenza del numero di denominazioni liguri, dato che solo il 30,6% degli interpellati ha risposto correttamente, riaffermando l’importanza di investire nella divulgazione delle caratteristiche della viticultura e delle certificazioni dei vini liguri.
Ben radicato risulta essere il concetto di viticoltura eroica nei suoi diversi aspetti – la difficoltà di accesso ai vigneti, la fatica del lavoro manuale e le pendenze dei vigneti – anche se solo il 43,6% degli interpellati li prende tutti in considerazione assieme: la maggioranza infatti considera fattore d’eroismo uno solo dei sopraelencati aspetti (difficoltà – 3,2% | fatica – 16,2% | pendenze – 32,2%).
Mercato
I negozi specializzati sono la principale fonte di approvvigionamento del vino ligure tra i risultati del questionario (34,7%), segue l’acquisto diretto in cantina (25,3%) e poi i supermercati o la GDO (9,3%) mentre gli acquisti on line si attestano su un 8% delle risposte.
Nel Nord Italia si riesce facilmente a trovare del vino certificato di provenienza ligure, mentre la difficoltà aumenta man mano che si scende lungo lo stivale dove il consumo diventa sempre meno frequente.
Promozione territoriale
Come indicazione su cosa fare per conoscere meglio il vino ligure, il 30,7% del pubblico ha indicato come miglior metodo la visita in cantina, il 22,8% la partecipazione a momenti enogastronomici, mentre il 21,9% preferisce praticare del turismo esperienziale.
Queste scelte sono per lo più trasversali ad ogni fascia d’età, mentre le fiere di settore (indicate dal 7,9%) e le masterclass (13,2%) suscitano maggiore interesse dai 31 anni in su.
