
Il Premio Viticoltore Etico, istituito da Enoteca Regionale della Liguria, arriva nel 2025 alla sua 11° edizione. Viene assegnato ogni anno durante Vinitaly, a Verona, a una realtà vitivinicola ligure distintasi per le azioni legate all’ambiente, al territorio, alla ricerca della qualità e all’attenzione ai temi sociali.
Lo scorso 7 aprile, durante la 57° edizione del Vinitaly, ad essere insignita del prestigioso riconoscimento è stata la Cantina Cinque Terre – Agricoltura di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso Società Agricola Cooperativa ,“Per la continua azione di salvaguardia del fragile territorio delle Cinque Terre e per il sostegno offerto ai piccoli vignaioli, veri custodi e manutentori di un ecosistema preziosissimo”, dovuto all’importante impronta positiva che la presenza della cantina sociale dà costantemente, ormai da decenni, al territorio delle Cinque Terre.
Il Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura di Regione Liguria Alessandro Piana e Marco Rezzano, Presidente di Enoteca Regionale della Liguria, congiuntamente hanno firmato e consegnato il premio a Luciano De Batté, narratore delle Cinque Terre, che lo ha ritirato per conto della cantina sociale.
Una cooperativa agricola, la Cantina Cinque Terre, che unisce 220 soci proprietari complessivamente di 46 ettari di vigneti, ognuno dei quali può essere definito “eroico” per via del difficile territorio: le viti crescono su forti pendenze, in piccoli campi con terrazzamenti che raggiungono anche i 700 m di altitudine, direttamente a picco sul mare!
Nasce nel 1973 la cooperativa con lo scopo primario di dare voce e potere contrattuale ai viticoltori locali, che all’epoca dovevano scontrarsi con numerose problematiche. Tra queste, le speculazioni commerciali che proponevano vino di dubbia provenienza come originario delle Cinque Terre, in un momento storico in cui il calo demografico e le nuove prospettive di lavoro generavano un progressivo abbandono dei vigneti e la perdita di terrazzamenti coltivati.
Con il riconoscimento della D.O.C. nel 1973 e la nascita della Cooperativa, si arginò in parte il fenomeno, tutelando di fatto gli interessi dei viticoltori soci.
Da allora, la Cooperativa ha continuato senza sosta ad impegnarsi per sostenere i produttori e il territorio, ponendo un freno all’abbandono della viticoltura e rendendola anzi un fiore all’occhiello della zona.
L’unione dei viticoltori in quest’area ha creato un punto di riferimento importante, con valenza politica e di interlocuzione con le istituzioni, con una forte rappresentatività capace di attrarre contributi regionali e comunitari, grazie ai quali sono state realizzate importanti opere atte al mantenimento del territorio e a rendere meno impervia la fatica dell’uomo.
Dal 1979 ad oggi sono oltre cinquanta i trenini a cremagliera messi in attività dalla Cooperativa, insieme ad un acquedotto irriguo che permette l’irrigazione di soccorso.
Nel 1982, dopo aver terminato i lavori per la realizzazione della cantina sociale, viene effettuata la prima vinificazione collettiva, che permette di sgravare i viticoltori dell’onere di una propria cantina e della fatica della vinificazione delle uve, facendoli così accedere all’aggiornamento continuo circa le tecnologie e le tecniche, raggiungendo gli standard qualitativi che oggi rendono la Cooperativa e le sue produzioni apprezzata dalle più importanti guide di settore.
La Cooperativa continua ad impegnarsi attivamente nel fornire ai Soci il supporto necessario e nel mantenere le infrastrutture che consentono di portare avanti la viticoltura in questa fragile costa di Liguria, preservando non solo il lavoro dei viticoltori, ma anche l’ecosistema e l’intero territorio, patrimonio dell’UNESCO dal 1997 e da sempre tra le mete più desiderate del mondo.
Nel 1999 viene istituito il Parco Nazionale delle Cinque Terre e da subito si istaura un dialogo costruttivo e continuo tra questo e la Cooperativa, allo scopo di tenere focalizzata la determinante importanza della viticoltura all’interno del delicato equilibrio del territorio. Il mantenimento dei terrazzamenti, ad esempio, necessita di un grande impegno e genera una grande responsabilità per la conservazione di quella bellezza che rende le Cinque Terre ambita meta turistica.
Consapevole delle sfide che oggi incombono sulla viticoltura della zona, la Cooperativa guarda avanti cercando di coinvolgere nuove generazioni di vignaioli, pronti a raccogliere le tradizioni con passione, dinamismo e amore per una terra difficile ma generosa; vignaioli che, di fatto, sono i veri custodi del territorio.
