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Elisabetta Morescalchi

Elisabetta Morescalchi

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La Liguri ama i suoi vini -Vinitaly 2018

Pubblicato in Eventi 2018

Una vetrina completa della viticoltura ligure con in degustazione nel banco di assaggio collettivo 124 etichette che rappresentano tutto il territorio e con la presenza dei produttori 19 dei quali hanno un proprio banco presso il quale sarà possibile confrontarsi con loro:

DOP Colli di Luni 
Az. Agr. Giacomelli
Az. Agr. La Colombiera
Az. Agr. Linero
Cantine Bondonor
Cantine Lunae Bosoni
La Pietra del Focolare

DOP Cinque Terre
Cooperativa Agricoltori Cinque Terre 

DOP Colline di Levanto
Az. Agr. Ca du Ferrà

DOP Golfo del Tigullio - Portofino
Az. Agr. La Ricolla

DOP Val Polcevera
Enoteca Bruzzone

DOP Riviera Ligure di Ponente
Agricola Durin
Ass. Produttori Moscatello di Taggia
Az. Agr. Laura Aschero
Az. Agr. M.D. Bianchi
Podere Grecale
Vio Giobatta - BIOVIO

DOP Rossese di Dolceacqua
Az. Agr. Maccario Dringenberg

DOP Ormeasco di Pornassio
Az. Agr. Eredi Ing. N. Guglierame
Tenuta Maffone

Una serie di eventi animerà la presenza ligure a Verona tra i quali la presentazione dell'interessante volume sulla geodiversità del vigneto ligure e da no perdere la degustazione dei passiti liguri:


CALENDARIO EVENTI - VINITALY – DAL 15 AL 18 APRILE 2018 Saletta Degustazioni - PAD.12 C3

DOMENICA 15 APRILE 2018

Ore 15.30 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 - VITICOLTORE ETICO
Consegna del riconoscimento VITICOLTORE ETICO con degustazione di alcune produzioni dell’azienda, a cura dell’Enoteca Regionale della Liguria.
INGRESSO LIBERO email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it

Ore 16:30 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 - LA LIGURIA E I SUOI VINI 
Incontro riservato a buyers e operatori, in collaborazione con INCOMING VINITALY INTERNATIONAL.

LUNEDÌ 16 APRILE 2018

Ore 12:00 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 - LA LIGURIA E I SUOI VINI 
Incontro riservato a buyers e operatori, in collaborazione con INCOMING VINITALY INTERNATIONAL.

Ore 14:00 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 
VALLE D’AOSTA E LIGURIA DUE ANIME EROICHE: due regioni a confronto, presentazione di un piatto della gastronomia ligure preparata da uno Chef del circuito LIGURIA GOURMET e delle DOP valdostane con una proposta di abbinamento con i vini delle due Regioni.  
Su prenotazione tramite email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it

Ore 15.30 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 – GEODIVERSITÀ DEI VIGNETI LIGURI
Presentazione del volume GEODIVERSITÀ DEI VIGNETI LIGURI, a cura di Roberto Vegnuti,
con gli autori Gerardo Brancucci e Adriana Ghersi, docenti presso l’Università degli Studi di Genova. INGRESSO LIBERO email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it
MARTEDÌ 17 APRILE 2018

Ore 10:00 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 - LA LIGURIA E I SUOI VINI 
Incontro riservato a buyers e operatori, in collaborazione con INCOMING VINITALY INTERNATIONAL.  

Ore 12:30 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 - LA LIGURIA E I SUOI VINI 
Incontro riservato a buyers e operatori, in collaborazione con INCOMING VINITALY INTERNATIONAL.

Ore 16.00 Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 – LIGURIA WINE MAGAZINE 
presentazione di LIGURIA WINE MAGAZINE, rivista online specializzata, creata dall’Enoteca Regionale della Liguria per promuovere la viticoltura ligure, a cura di Daniele Montebello, presidente dell’Enoteca Regionale della Liguria.
INGRESSO LIBERO email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2018

Ore 11:00 - Saletta Degustazioni - PAD.12 C3 
LA MIA DOLCE LIGURIA presentazione e degustazione dei vini passiti liguri a base di uve Vermentino, Moscatello di Taggia, Scimiscià e del re dei passiti liguri, lo Sciacchetrà delle Cinque Terre. 
Su prenotazione tramite email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it

TUTTI I GIORNI 

Dalle ore 10.oo alle ore 17.oo. – Stand Regione Liguria - Pad.12 B4

- Degustazioni B2B E Stampa 
Riservate a giornalisti e operatori di settore per degustazioni e approfondimenti a richiesta e personalizzati, assistiti da personale qualificato. 
Su prenotazione tramite email: segreteria@enotecaregionaleliguria.it o presso il desk informazioni dello stand


L’evento rientra nel progetto cod. Agea n. 54250340772 - LA LIGURIA DEL VINO - ASPETTANDO VNITALY 2018 presentato in ambito misura M03.02 “Sostegno per attività di informazione e promozione, svolte da associazioni di produttori nel mercato interno” del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 di Regione Liguria.

Vitigni

Pubblicato in Territorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I principali vitigni raccomandati e autorizzati per Regione Liguria sono:

 

Bianchetta Genovese

Bosco

Canaiolo

Ciliegiolo

Granaccia

Lumassina

Massareta

Moscato

Ormeasco

Pigato

Pollera nera

Rossese

Ruzzese

Sangiovese

Scimiscià

Vermentino

Benvenuto Vermentino 2016

Pubblicato in Eventi 2016

 

BENVENUTO VERMENTINO incontra la XXX "RASSEGNA dell’OLIO di Oliva extra-vergine e dei Prodotti di Qualità".

 

Manifestazione fieristica organizzata nel centro storico di Castelnuovo Magra che promuove il Vermentino prodotto in Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica e che da diversi anni si lega con la Rassegna dell'Olio e dei prodotti di qualità, arrivata quest'anno alla sua trentesima edizione.

Le due manifestazioni, ormai consolidate sul territorio, promuovono 2 prodotti d'eccellenza, non soltanto tipici di Castelnuovo ma di tutta la Val di Magra.

Sabato 28 e domenica 29 maggio 2016 sarà coinvolto tutto il Centro Storico di Castelnuovo Magra e data ai visitatori la possibilità di vivere un percorso eno-gastronomico e turistico di grande rilievo.

Lungo le strade del borgo e all'interno degli Atri dei palazzi storici saranno ospitate le aziende produttrici di Vermentino provenienti dalle diverse zone di produzione mentre in piazza Querciola saranno presenti le aziende produttrici di olio extra vergine di oliva e del territorio e nel Giardino di Palazzo Amati sarà presente l'Enoteca Regionale della Liguria con le aziende liguri e l'area laboratori e convegni.

Ben 70 le aziende presenti e/o rappresentate dentro i banchi di assaggio presidiati dalla Strada del vino Sardegna Nord Ovest, dal Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG, dal Comune di Castagneto Carducci, dal Consorzio di Tutela Vino DOC Val di Cornia e dall'Enoteca Regionale della Liguria.

Le 70 aziende presenti a Benvenuto Vermentino 2016!!!

Agrituristica La Carreccia- Ortonovo
Az. Agr. Cima - Massa 
Az. Agr. Edoardo Primo– Castelnuovo Magra
Az. Agr. Giacomelli– Castelnuovo Magra
Az. Agr. Il Torchio– Castelnuovo Magra
Az. Agr. La Colombiera – Castelnuovo Magra
Az. Agr. Linero– Castelnuovo Magra
Az. Agr. Ottaviano Lambruschi– Castelnuovo Magra
Az. Agr. Pascale Francesca I Pilastri- Fosdinovo
Az. Agr. Podere Lavandaro- Fosdinovo
Az. Agr. Terra Della Luna- Ortonovo
Az. Agr. Zangani – Santo Stefano Di Magra
Cantine Lunae Bosoni - Ortonovo
Gualdo Del Re - Suvereto
La Baia Del Sole Federici- Ortonovo
La Cantina Del Nonno Pescetto – Santo Stefano Di Magra
La Cantina Levantese - Levanto
Terreapuane – Castelpoggio, Carrara 
Vigne Conti Di Alice Conti - Massa 
Vini Apuani - Carrara

BANCHI ASSAGGIO COLLETTIVI

Consorzio Tutela Vino DOC Val di Cornia 
Az. Agr. Giomi Zannoni
Podere Nannini
Az. Agr. Rigoli
Az. Agr. San giusto
Az. Agr. Sant'agnese
Terradonnà
Az. Agr. Tuttisanti

Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG
Soc. Agr. Surrau srl Arzachena 
Un Mare di Vino di G. Sini Berchidda 
Tenute Gregu Calangianus 
Cantina Sociale del Vermentino 
Cantina Tani di F. Marini 
Vignetti Zanatta 
Tenute Olbios 
Cantina delle Vigne di Piero Mancini 
Cantina Sella & Mosca 

Strada del vino Sardegna Nord Ovest
Cantina Sella & Mosca 
Cantina S. Maria La Palma 
Cantina Rigàtteri 
Soc . Agr. Carpante di Careddu D. 
Vini Fiori 
Tenute Soletta 
Vinicola Cherchi 
Binzamanna Martis Ligeja 6
Galavera 
Alba e Spanedda 
Vigne Deriu Codrongianos 
Tenute Asinara 

Enoteca Regionale della Liguria
Az. Agr. Conte Picedi
Az. Agr. Il Torchio
Az. Agr. Zangani
La Pietra del Focolare 
Az. Agr. La Felce
Az. Agr. Spagnoli
Az. Agr. Claudio Vio
Az. Vit. Enrico Dario
Az. Agr. Calvini
Az. Agr. Da Parodi 
Az. Agr. Mammoliti
Az. Agr. Ramoino
Fontanacota
Az. Agr. Pascale Francesca I Pilastri
Gualdo del Re
Castel del Piano
Terenzuola

Comune di Castagneto Carducci
Az. Agr. Campo al Noce
Az. Agr. La Cipriana 
Az. Agr. Eucaliptus
Soc. Agr. Mulini di Segalari 
Az. Agr. Serni Fulvio Luigi

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 18 febbraio

http://www.gamberorosso.it/it/food/1024021-quali-rischi-per-i-vini-a-denominazione-d-origine-in-europa-parla-bernard-farges

 

Da poco più di un mese guida la Federazione europea dei vini a denominazione d'origine (Efow), il sindacato che rappresenta nei tavoli istituzionali gli interessi delle filiere vinicole di cinque grandi Paesi produttori del vecchio continente, Francia, Italia, Spagna, Ungheria e Portogallo. Bernard Farges, 51 anni, produttore-viticoltore a Mauriac en Gironde, in quel di Bordeaux (è anche presidente di Cnaoc e del Civb), ha oggi il delicato compito di proseguire il complesso lavoro fatto da Riccardo Ricci Curbastro (Federdoc) nei suoi due mandati. Tutela e promozione delle Do, i principali obiettivi della Federazione. Ma le questioni aperte non mancano. Anzi, Farges si è da subito trovato una difficile matassa da sbrogliare come il dossier etichettatura proposto dalla Commissione Ue. Ed è proprio su questo tema ha voluto porre l'accento.

La proposta di semplificazione della Commissione europea sta andando in una direzione che, secondo Efow, non favorisce le denominazioni d'origine. Avete parlato di rischio "smantellamento" del Regolamento 607/2009. Perché?

Crediamo che con questo dossier la Commissione stia cercando di rimettere in gioco le regole del settore. Per questo siamo preoccupati e lo siamo per due ragioni in particolare. Innanzitutto, è inaccettabile che solo una parte dei testi venga discussa ai tavoli; questi testi devono sostituirne altri e per noi è impossibile fare un'analisi d'insieme. Inoltre, smantellare uno dei testi base del settore (il regolamento 607/2009) sparpagliando le singole disposizioni in testi legislativi diversi, che di solito sono di tipo orizzontale, come ad esempio le norme sul commercio, non rappresenta per noi il modo giusto per semplificare. E anche per gli operatori del settore non vediamo alcuna semplificazione.

Qual è l'altro punto che non convince?

Ci sembra chiaro che la Commissione Ue tenti di rimettere in discussione i delicati equilibri delle ultime riforme, del vino del 2008 e della Pac 2013. A guardare i testi, notiamo che il progetto provoca problemi a numerose regole del settore, soprattutto per i vini a denominazione. Nel dettaglio, non ci sono più in questi testi alcuni elementi essenziali su cui poggiano le Do, come l'impossibilità per i prodotti senza Ig di indicare un'origine geografica inferiore a quella del Paese d'origine. Ma ci sono anche tutta una serie di modifiche sostanziali alle attuali regole, dalle menzioni tradizionali ai nomi dei vitigni, fino alla forma delle bottiglie. Ecco perché chiediamo alla Commissione di rivedere il metodo e di rispettare gli equilibri delle ultime riforme.

Però, il commissario all'Agricoltura, Phil Hogan, ha rassicurato l'Italia e il ministro Maurizio Martina sul fatto che non ci saranno rischi per i vitigni autoctoni. L'Italia teme per Lambrusco, Vermentino e altre Dop. Dobbiamo fidarci di Hogan? 

Deve tenerne conto e garantire l'equilibrio trovato nel 2008, nell'ultima riforma. Sono in molti coloro che non vogliono rimettere in gioco l'attuale legislazione all'interno del settore vino, tra gli Stati Membri e nel Parlamento europeo. Ci auguriamo che Hogan capisca quale sia la posta in gioco prima di intraprendere qualsiasi modifica della legge comunitaria.

Veniamo agli accordi Ttip. Gli Usa sono in piena campagna elettorale per le presidenziali. E si ha la sensazione che, da ora in avanti, ci sarà un rallentamento dei negoziati. L'argomento vino, purtroppo, non è stato affrontato. Nel frattempo, il governo Obama ha firmato a fine 2015 il Trans pacific partnership (Tpp) con l'area asiatica. La situazione attuale non è propriamente quella auspicata, giusto?

Gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato, dove il consumo è cresciuto in modo importante nell'ultimo decennio. Infatti, dal 2013 gli Usa sono il più grande consumatore mondiale. La discussione sulle indicazioni geografiche è ferma dalla fine della prima fase dell'accordo sui vini tra Ue e Usa nel 2006. Tuttavia, il fatto che il Parlamento Ue, un gran numero di Stati e la Commissione Ue abbiano posto tale questione tra i punti non negoziabili, obbliga gli Stati Uniti a trovare una concreta soluzione. Sarà molto difficile raggiungere l'accordo entro il 2016, ma il risultato è più importante dei tempi coi quali questo si raggiunge.

Una vera e propria battaglia si svolge nel Pacifico. Alcune regole del Tpp ci riguardano e seguiremo con attenzione la ratifica di questo accordo. Si tratta di mercati molto promettenti e in piena crescita, e per il nostro settore ciò rappresenta una reale opportunità. Per questo, crediamo che la Commissione debba concentrare i suoi sforzi di negoziazione in questa parte del mondo, chiudere e ratificare rapidamente una serie di accordi.

Gli accordi di libero scambio non possono limitarsi alla semplice eliminazione delle barriere tariffarie. Cosa chiedete in particolare?

Riteniamo che qualsiasi accordo debba consentirci di avere un miglior accesso al mercato dei Paesi terzi. E ciò passa per il riconoscimento e la protezione delle Ig vinicole. Il fatto che un produttore in un Paese terzo possa usare liberamente le nostre denominazioni per produrre e commercializzare del vino ci provoca serie difficoltà. In effetti, tutto ciò impatta non solo sulle nostre quote di mercato e sulla fidelizzazione del consumatore, ma riduce nel lungo termine il concetto stesso di indicazione geografica.

Parliamo di autorizzazioni. Il nuovo sistema è in vigore dal 1 gennaio 2016. I grandi produttori, come l'Italia, probabilmente chiederanno all'Europa di aumentare il limite dell'1% per il vigneto nazionale. Lo faranno nel 2017, nell'anno della revisione della Pac. Ci sarà bisogno di aumentare il potenziale sopra l'1% per soddisfare i mercati?

Difficile, in questo momento iniziale, misurare i concreti effetti sui nostri terroir e sullo sviluppo del vigneto. Faremo un primo bilancio dopo la fase di chiusura dei singoli dossier che termina a fine aprile 2016. Allora sapremo se le richieste dei viticoltori avranno sorpassato o meno i plafond nazionali. Non escludiamo certo che si possa chiedere alla Commissione di migliorare le regole d'applicazione. In ogni caso, siamo soddisfatti per essere riusciti a preservare uno strumento di regolamentazione del nostro potenziale produttivo. Oggi, la viticoltura è l'ultimo settore in Europa che gode di un tale strumento. Molti altri settori agricoli ci invidiano.

Efow, tra i suoi compiti principali, si occupa degli aspetti sociali legati al consumo di vino. Quali progetti prevedete, in concreto, in questo 2016? E come giudica l'aumento delle preferenze dei consumatori per i vini a basso tenore alcolico?

I nostri soci ritengono fondamentale promuovere il consumo responsabile come il punto di partenza delle politiche europee in materia di consumo di alcolici. Il prolungamento del mandato al Forum europeo alcol e salute da parte della Commissione Ue è, in questo senso, un attestato di fiducia. Quest'anno una importante verifica sarà data dalla pubblicazione dello studio sugli ingredienti e il loro valore nutrizionale. Efow e, più in generale, la filiera del vino devono essere propositivi.

Per quanto riguarda i vini a basso tenore alcolico, penso che il progresso di queste tipologie risponda all'attenzione dei consumatori per prodotti più leggeri. Pertanto, la nostra offerta deve sapersi adeguare a questa domanda, perché molti nuovi consumatori conoscono il mondo del vino proprio attraverso questi vini, spesso più semplici e più facili da approcciare. L'educazione al vino attraverso questi prodotti è, in fondo, un eccellente mezzo per avvicinare i consumatori ai vini più tradizionali. Si arricchisce la nostra offerta e, allo stesso tempo, la varietà della clientela.

Veniamo a internet, che in futuro sarà uno dei canali privilegiati per vendere vino, come lei ha dichiarato appena insediatosi. Ma è proprio questo un ambito dove difendere le denominazioni è più difficile. Come bisogna agire?

Fino a oggi, i negoziati si sono concentrati essenzialmente sul mondo reale, l'offline, e non sono stati abbastanza attenti al mondo virtuale dell'online. Tuttavia Internet è un mezzo sempre più usato per informarsi e fare acquisti e in futuro potrebbe essere uno dei nostri mercati più importanti. Cito un dato: le vendite online di vino sono cresciute del 30% ogni anno. È pertanto fondamentale definire le regole del gioco per assicurare una concorrenza leale. La battaglia condotta da Efow sul dossier .wine e .vin ha permesso di evidenziare le difficoltà che ci sono e quelle a cui andremo sempre più incontro. Abbiamo saputo negoziare un accordo commerciale che ci soddisfa ma non basta. Oltre 1.930 nuovi nomi di domini generici (generic top level domains) sono nati in seguito alla liberalizzazione della rete senza che ci sia stata una reale riforma della governance di Internet. Pensiamo che la Commissione Ue, in collaborazione con gli Stati membri, la società civile e i settori che hanno un'alta propensione all'export debbano fare delle riflessioni approfondite su questo dossier e occuparsi di questa nuova realtà prima che sia troppo tardi. Cioè, prima che potenziali mercati per i nostri produttori siano vittime del cyber-squatting.

La promozione dei vini è uno dei temi più sentiti dai produttori. Lei viene da Bordeaux. Ci spiega quale strategia è migliore per farla?

Storicamente, Bordeaux ha costruito la sua notorietà e la valorizzazione dei vini puntando sulla qualità dei prodotti, ma anche sugli Chateaux e su marchi più noti. Questa notorietà è stata costruita diffondendo i suoi vini in tutto il mondo, spesso anche grazie a venditori stranieri. Consideri che molte società a Bordeaux hanno ancor oggi dei nomi di origine inglese, olandese, austriaco e belga. In seguito, la creazione Aoc negli anni Trenta ha fatto in modo che vigneto Bordeaux nel giro di 25 anni si sia trasformato quasi al 100% ad Aoc. Una scelta forte, che ha consentito alle imprese di concentrarsi sulla valorizzazione dei vini piuttosto che sui volumi prodotti, attraverso la ricerca di mercati nuovi. In ognuno di questi entrano dapprima i vini più prestigiosi, poi è la volta dei nostri Bordeaux e Bordeaux superiori che sviluppano la rete, prima che il resto della gamma completi tale processo. Il consistente numero di esportatori presenti sul mercato contribuisce a una maggiore diffusione, grazie al duro lavoro per mantenere e sviluppare tutti i giorni le vendite in un contesto di forte competizione.

a cura di Gianluca Atzeni

 

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